Quest’anno il Teatro Ariston ha brillato tra diamanti, rubini e smeraldi indossati da artiste come Laura Pausini, Bianca Balti e Elettra Lamborghini. Ma dietro ogni riflesso perfetto c’è un lavoro invisibile, fatto di gusto, strategia e sensibilità estetica.
È qui che entra in scena la fashion jeweller: la professionista che sceglie brand, volumi, tagli, colori, che studia il dialogo tra pietra e tessuto, tra personalità e couture. Un ruolo discreto ma decisivo.
Tra le protagoniste di questa edizione c’è la gioielliera napoletana Serena Marchese, chiamata a curare le scelte preziose per Elettra Lamborghini. Parure importanti, coordinate con gli abiti della maison parigina Tony Ward, in sinergia con lo stylist Marco Ferra.
La sintonia tra la gioielliera e l’artista non nasce oggi: Serena Marchese conosce da tempo i gusti di Elettra, avendola accompagnata con creazioni importanti già in occasioni simboliche come il matrimonio con Afrojack e nella precedente esperienza sanremese da co-conduttrice. Una continuità professionale che ha permesso di costruire un’estetica coerente e riconoscibile, contribuendo a valorizzare sempre più la manifattura napoletana sotto i riflettori internazionali.
Non è solo una questione di carati. È equilibrio. È racconto. È coerenza visiva.
Perché a Sanremo un gioiello non completa semplicemente un abito: lo accende.
E mentre le canzoni restano nella memoria, spesso è proprio quel punto luce a fissare l’immagine nell’immaginario collettivo. 









