Dal 12 al 15 marzo 2026 il Teatro Tordinona ha ospitato “Federico García Lorca – Il poeta della
libertà”, intenso monologo scritto e interpretato da Ornella Giusto e dedicato a una delle figure più
luminose della letteratura del Novecento: Federico García Lorca.
Lo spettacolo si presenta come un viaggio teatrale ed emotivo dentro l’universo umano e poetico
del grande autore spagnolo. In scena, una donna presta la propria voce al poeta, attraversandone
pensieri, passioni e ferite in un racconto intimo e vibrante, costruito come una confidenza
sussurrata al pubblico.
Il monologo aveva già ottenuto un importante riconoscimento nel 2024, quando fu inserito nel
cartellone del 45º Festival La Versiliana, nella sezione Contemporary Theatre, andato in scena nel
suggestivo Chiostro di Sant’Agostino. In quell’occasione lo spettacolo fu particolarmente
apprezzato sia dal pubblico sia dalla critica, confermando la forza teatrale e poetica del progetto.
Più che una semplice narrazione biografica, l’opera si configura come una vera immersione
nell’anima artistica di Lorca, dove parola, musica ed emozione si intrecciano senza filtri. Le sue
poesie, recitate sia in lingua spagnola sia in italiano, dialogano con la musica che accompagna e
amplifica la tensione poetica della rappresentazione. L’atmosfera è arricchita da richiami alla
cultura andalusa e da delicati accenni al flamenco, evocando quel mondo di suoni, ritmo e
memoria che ha profondamente influenzato l’opera del poeta.
Il filo conduttore dello spettacolo è la libertà: una libertà ardente e universale che attraversa tutta la
vita e la scrittura di Lorca — libertà di esistere, di amare, di esprimersi e di essere pienamente sé
stessi. In scena questa idea diventa parola viva, respiro teatrale condiviso con il pubblico,
trasformando la poesia in esperienza emotiva.
L’ispirazione più profonda per la creazione dello spettacolo nasce da un viaggio compiuto nei
luoghi simbolo della memoria lorchiana, tra Víznar e Alfacar, nella provincia di Granada. In questo
territorio si trova la suggestiva Fuente de las Lágrimas, conosciuta anche come Fuente Grande, un
luogo carico di memoria storica e di forte valore simbolico. È proprio in quell’area che, secondo la
tradizione, Federico García Lorca fu fucilato il 18 agosto 1936 durante i drammatici giorni della
Guerra Civile Spagnola.
Il ricordo di quel viaggio ha rappresentato per Ornella Giusto un momento di intensa suggestione
emotiva. L’atmosfera del luogo, spesso avvolta da una nebbia che sembra sospendere il tempo,
restituisce una percezione quasi irreale del paesaggio. In quel silenzio carico di memoria emerge
una profonda connessione con la figura del poeta, come se la sua presenza continuasse a vivere
attraverso la potenza della sua poesia. Un’esperienza personale che ha rafforzato la
consapevolezza di quanto la voce poetica di Lorca resti ancora oggi viva, necessaria e capace di
attraversare il tempo.
Lo spettacolo, della durata di circa un’ora e quindici minuti, ha già incontrato un significativo
consenso di pubblico in diverse città italiane, dalla Sicilia alla Toscana. Particolarmente apprezzate
sono state le rappresentazioni al Cortile Platamone di Catania, a Selinunte e a Marina di Ragusa,
dove il progetto teatrale ha suscitato partecipazione e interesse, confermando la forza evocativa e
universale della figura di Lorca.
Dopo il successo romano, lo spettacolo prosegue il suo percorso con una nuova replica in Sicilia.
Domenica 19 aprile alle ore 18:00 sarà infatti in scena al Teatro del Polo Culturale di Sant’Agata Li
Battiati. L’iniziativa è stata promossa dal sindaco Marco Rubino, figura particolarmente attiva e
apprezzata per il suo impegno nella promozione delle attività culturali sul territorio.
Il percorso dello spettacolo proseguirà inoltre nei prossimi mesi con nuove tappe: il ritorno in
Toscana durante l’estate, ulteriori repliche in Sicilia e una rappresentazione prevista proprio a
Granada, nei luoghi simbolo della memoria lorchiana, chiudendo idealmente il cerchio tra teatro,
poesia e storia.
L’opera si configura così come un omaggio intenso a un artista che continua a parlare al cuore
delle persone, nell’eternità di cui la letteratura, da sempre, si fa veicolo e portavoce. Come scrisse
lo stesso Lorca, la poesia è qualcosa che si sente dentro come il sangue che batte nelle vene.
a cura della redazione








